Poesia del giorno

Eugenio Montale, Casa sul mare

Eugenio Montale, Casa sul mare

Poesia Poesia del Giorno
ll viaggio finisce qui: nelle cure meschine che dividono l'anima che non sa più dare un grido. Ora i minuti sono eguali e fissi come i giri di ruota della pompa. Un giro: un salir d'acqua che rimbomba. Un altro, altr'acqua, a tratti un cigolio. Il viaggio finisce a questa spiaggia che tentano gli assidui e lenti flussi. Nulla disvela se non pigri fumi la marina che tramano di conche i soffi leni: ed è raro che appaia nella bonaccia muta tra l'isole dell'aria migrabonde la Corsica dorsuta o la Capraia. Tu chiedi se così tutto vanisce in questa poca...
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Antonia Pozzi, Canto della mia nudità

Antonia Pozzi, Canto della mia nudità

Poesia Poesia del Giorno
Guardami: sono nuda. Dall'inquieto languore della mia capigliatura alla tensione snella del mio piede, io sono tutta una magrezza acerba inguainata in un color avorio. Guarda: pallida è la carne mia. Si direbbe che il sangue non vi scorra. Rosso non ne traspare. Solo un languido palpito azzurro sfuma in mezzo al petto. Vedi come incavato ho il ventre. Incerta è la curva dei fianchi, ma i ginocchi e le caviglie e tutte le giunture, ho scarne e salde come un puro sangue. Oggi, m'inarco...
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Arthur Rimbaud, Sensazione

Arthur Rimbaud, Sensazione

Poesia Poesia del Giorno
Le sere turchine d'estate andrò nei sentieri, Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina: Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi. E lascerò che il vento m'inondi il capo nudo. Non dirò niente, non penserò niente: ma L'amore infinito mi salirà nell'anima, E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro Nella Natura, – felice come con una donna.   Traduzione di Diana Grange Fiori Par les soirs bleus d'été, j'irai dans les sentiers, Picoté par les blés, fouler l'herbe menue: Rêveur, j'en sentirai la fraîcheur à mes...
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Andrea Zanzotto, Al mondo

Andrea Zanzotto, Al mondo

Poesia Poesia del Giorno
Mondo, sii, e buono; esisti buonamente, fa’ che, cerca di, tendi a, dimmi tutto, ed ecco che io ribaltavo eludevo e ogni inclusione era fattiva non meno che ogni esclusione; su bravo, esisti, non accartocciarti in te stesso in me stesso. Io pensavo che il mondo così concepito con questo super-cadere super-morire il mondo così fatturato fosse soltanto un io male sbozzolato fossi io indigesto male fantasticante male fantasticato mal pagato e non tu, bello, non tu «santo» e «santificato» un po’ più in là,...
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Wallace Stevens, Gigantomachia

Wallace Stevens, Gigantomachia

Poesia Poesia del Giorno
Non potevano portare molto, come soldati. Non c’era passato nel loro dimenticare, nessun io nella massa: l’essere più coraggioso, il corpo che mai poteva essere ferito, la vita che non sarebbe mai finita, non importa chi moriva, l’essere che era un’astrazione, un cuore di gigante nelle vene, tutto coraggio. Ma spogliarsi delle inezie compiacenti, espellere le seduzioni onnipresenti, rifiutare il copione per il suo non-tragico, affrontare con l’occhio più ordinario i cambiamenti, questo era guardare ciò che la guerra accresceva. Era incrementato, ingrandito, reso semplice,...
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Cristina Campo, Il maestro d’arco

Cristina Campo, Il maestro d’arco

Poesia Poesia del Giorno
Tu, Assente che bisogna amare… termine che ci sfuggi e che ci insegui come ombra d’uccello sul sentiero: io non ti voglio più cercare. Vibrerò senza quasi mirare la mia freccia, se la corda del cuore non sia tesa: il maestro d’arco zen così m’insegna che da tremila anni Ti vede.   Giardino Bonaccossi, ottobre ’54, a B.B.
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Attilio Bertolucci, Emilia…

Attilio Bertolucci, Emilia…

Poesia Poesia del Giorno
Emilia, ormai scurisce il tuo frumento e il papavero esce a fare il bullo e le viti mettono tenere ricci e la sera i biancospini illuminano le stradette dove non passano che tante biciclette. Emilia, ormai le tue donne fioriscono le contrade di nuove toilettes, e le rose rosse nei giardini ascoltano quei pazzi usignoli querelarsi senza ragione, come i soprani nelle opere. La primavera era di una malinconia sino a pochi giorni fa… Ma venne il sole e si fa come una ragazza a...
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Seamus Heaney, Lavoro sul campo

Seamus Heaney, Lavoro sul campo

Officina Poesia Poesia Poesia del Giorno
Tre traduzioni di Leonardo Guzzo e Marco Sonzogni da Seamus Heaney, Lavoro sul campo, Milano, Biblion Edizioni, 2020 (Field Work, 1979).   La riva di Lough Beg   IN MEMORIA DI COLUM MCCARTNEY Questa isoletta intorno ad imo ad imo, là giù colà dove la batte l’onda, porta de’ giunchi sovra ’l molle limo. Dante, Purgatorio I 100–102   Spalle al bagliore bianco delle stazioni di servizio e pochi lampioni solitari tra i campi scalavi le colline verso Newtownhamilton oltre la Fews Forest, per sbucare...
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Philip Larkin, Continuare a vivere

Philip Larkin, Continuare a vivere

Poesia Poesia del Giorno
Continuare a vivere – cioè ripetere un’abitudine che serve a procacciarsi il necessario – vuol dire quasi sempre perdere, o far senza. Dipende. Questa perdita d’interesse, capelli, e iniziativa ah, se il gioco fosse poker, sì, uno potrebbe scartarli, e fare full! Invece è scacchi. E una volta che hai percorso la lunghezza della tua mente, ciò su cui hai il controllo è chiaro come una bolla di carico: nient’altro, per te, devi pensare che esista. E qual è il vantaggio? Soltanto che, col tempo,...
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Giuliano Mesa, da “Tiresia”

Giuliano Mesa, da “Tiresia”

Poesia Poesia del Giorno
da Tiresia V. necromanzia. Οι αταφοι, Massengräber dov’è sommersa dalla neve, le coltri, là, dove la terra è bruna, tersa, senza solchi, sulla soglia, prova a chiamare là, chiamare, sentendo soltanto la tua voce, che chiama, sotto le coltri, sotto la neve luccicante, sotto la terra nera, chiama fino a sfinirti, a gemere. non torneranno più, se non in sogno, insonni, se non laggiù, la loro requie, dove? le ombre vagheranno, qui, miriadi, ancora a brulicare, loro, cercando il loro nome. e porti il latte,...
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Nina Cassian, Sereno

Nina Cassian, Sereno

Poesia Poesia del Giorno
Sarà un tempo sereno, un tempo da inni. Con un sol gesto l’aria fenderò, pronuncerò solo parole immacolate. Dirò “cielo”, “fonte”, dirò “sole” e “lacrima” e “musica”, “immunità”. Sarà il tempo in cui il mio ricordo non sarà sfiorato da eco di massacri ma da aliti soavi di poesia ché a volte anche il sangue alita. Di tutto quel che un tempo era promiscuo conservo solo il sacro e mossa al perdono loderò i contrasti perdonanti. Dirò “cielo” e “sole” ma anche “musica” e sarà...
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Vittorio Sereni, Autostrada della Cisa

Vittorio Sereni, Autostrada della Cisa

Poesia Poesia del Giorno
Tempo dieci anni, nemmeno prima che rimuoia in me mio padre (con malagrazia fu calato giù e un banco di nebbia ci divise per sempre). Oggi a un chilometro dal passo una capelluta scarmigliata erinni agita un cencio dal ciglio di un dirupo, spegne un giorno già spento, e addio. Sappi – disse ieri lasciandomi qualcuno – sappilo che non finisce qui, di momento in momento credici a quell’altra vita, di costa in costa aspettala e verrà come di là dal valico un ritorno d’estate....
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Nelo Risi, Scienza delle comunicazioni

Nelo Risi, Scienza delle comunicazioni

Poesia Poesia del Giorno
Non basta più una lingua non bastano i dialetti tutti i poeti sono tradotti, scambi e codici e messaggi aggrediscono il mondo. Non c’è più tempo di leggere l’Iliade, non c’è più spazio per l’affresco (mecenati faraoni e papi rientrano nell’ordine della natura). Domina l’informazione e il poeta torna cieco.
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Giorgio Caproni, Perchè restare

Giorgio Caproni, Perchè restare

Poesia Poesia del Giorno
Chi sia stato il primo, non è certo. Lo seguì un secondo. Un terzo. Poi, uno dopo l'altro, tutti han preso la stessa via. Ora non c'è più nessuno. La mia casa è la sola abitata. Son vecchio Che cosa mi trattengo a fare, quassù, dove tra breve forse nemmeno ci sarò più io a farmi compagnia? Meglio – lo so – è ch'io bada prima che me ne vada anch’io. Eppure, non mi risolvo. Resto. Mi lega l'erba. Il bosco. Il fiume. Anche se...
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Giovanni Raboni, Dal vecchio al nuovo

Giovanni Raboni, Dal vecchio al nuovo

Poesia Poesia del Giorno
Beh, certo, una buona ripulita... La fabbrica (corpi bassi e staccati, di mattoni) è coperta di rampicanti, di muschio o è come se lo fosse. Qualche sera - d'estate con in testa un cappello da fattore - è capace d'aspettare che gli operai, saranno cinque o seicento, passino il cancello: buonanotte, buona festa eccetera. Sa lui, lui solo che guanti usare volta a volta, il ricatto morale, la concione nel refettorio, la minaccia di licenziamenti o serrata. "Bisogna rimetterci le mani..." (passando anche noi il...
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Luigi Di Ruscio, da Non possiamo abituarci a morire

Luigi Di Ruscio, da Non possiamo abituarci a morire

Poesia Poesia del Giorno
Sono senza lavoro da anni e mi diverto a leggere tutti i manifesti forse sono l’unico che li ragiona tutti per perdere il tempo che non mi costa nulla e perché sono nato non sta scritto in nessuna stella neppure dio lo ricorda. Gioco alla sisal e ragiono sulla famosa catena ma ormai poco mi lascia sperare ai miracoli sarebbe meglio berli i soldi che gioco per sperare un poco. Tutti i giorni vado all’ufficio del lavoro ed oggi vi erano due donne a riportare...
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Pier Paolo Pasolini, Alla mia nazione

Poesia Poesia del Giorno
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti...
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Clemente Rebora, Tempo

Clemente Rebora, Tempo

Poesia Poesia del Giorno
Apro finestre e porte – ma nulla non esce, non entra nessuno: Inerte dentro, fuori l’aria è la pioggia. Gocciole da un filo teso cadono tutte, a una scossa. Apro l’anima e gli occhi – ma sguardo non esce, non entra pensiero: inerte dentro, fuori la vita è la morte. Lacrime da un nervo teso cadono tutte, a una scossa. Quello che fu non è più, ciò che verrà se n’andrà, ma non esce non entra sempre teso il presente – gocciole lacrime a una...
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Andrea Zanzotto, La Pasqua a Pieve di Soligo

Poesia Poesia del Giorno
ALEPH Da quali chiuse o antri, da che chiese o macelli, da che prati infiniti, polveri, geli, velli, da che eczemi diffusi, da che parestesie diffuse, in che paresi in che cloni in che mie o tue carenze alterne, mie o tue semipresenze, riapparizioni di straforo, giochi di sbiechi e intermittenze, rifiorisco siccome fatuo vanto di riscrivere losquisito insatellirsi, al non vivere, di ogni vivere, rifiorisco per dire peste: a calcolo e a sorte - vivo sarò la tua peste, morto sarò la tua morte?...
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T. S. Eliot, Little Gidding, IV

T. S. Eliot, Little Gidding, IV

Poesia Poesia del Giorno
La colomba discende spezza l'aria con fiamma di terrore incandescente le cui lingue dichiarano la sola remissione di peccato e errore. La sola speranza, o disperazione è nella scelta di pira o pira - per essere redenti dal fuoco col fuoco. Chi dunque escogitò il tormento? Amore. Amore è il Nome non familiare dietro le mani che tesserono l'intollerabile camicia di fuoco che potere umano non può togliere. Noi soltanto viviamo, soltanto sospiriamo se consumati fa fuoco e fuoco.   (Traduzione di Angelo Tonelli)
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Eugenio Montale, Nel silenzio

Eugenio Montale, Nel silenzio

Poesia Poesia del Giorno
Oggi è sciopero generale. Nella strada non passa nessuno. Solo una radiolina dall’altra parte del muro. Da qualche giorno deve abitarci qualcuno. Mi chiedo che ne sarà della produzione. La primavera stessa tarda alquanto a prodursi. Hanno spento in anticipo il termosifone. Si sono accorti ch’è inutile il servizio postale. non è gran male il ritardo delle funzioni normali. È d’obbligo che qualche ingranaggio non ingrani. Anche i morti si sono messi in agitazione. Anch’essi fanno parte del silenzio totale. Tu stai sotto una lapide....
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