Completing the Circle. Per Anne Stevenson (1933-2020)

Completing the Circle. Per Anne Stevenson (1933-2020)

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Il 14 settembre ci ha lasciato la poetessa anglo-americana Anne Stevenson, dopo una lunga vita dedicata alla poesia. Di lei rimane un lavoro poetico ricco e vario, più di venti raccolte, caratterizzato dalla molteplicità dei temi e dal comune denominatore di un’intelligenza penetrante, che guarda con curiosità e attenzione al mondo degli uomini e della natura, e lo esprime in forme ritmiche sempre sostenute da un impulso musicale. Quest’anno è apparso in Inghilterra quello che lei stessa prevedeva essere il suo ultimo libro, dal titolo profetico Completing the Circle, che ha voluto dedicare alla sua traduttrice italiana. Il titolo proviene...
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Riccardo Frolloni, Corpo striato

Riccardo Frolloni, Corpo striato

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Sei poesie inedite.   sogni II Difatti quella fu anche l’estate che senza preavviso si unì a me e ai ragazzi per la camminata di due chilometri e mezzo una sera particolarmente calda e anche lui, buttando via i vestiti, corse urlando in pantaloncini sull’orlo del ruscello e si tuffò ma pesava ducentocinquanta libbre e il tempo era stato secco e si trovò in tre piedi d’acqua e quasi si ruppe un femore – spezzò quasi il mio cuore ...................................la visione di lui così felice...
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Andrea Zanzotto, Un blu lontano e quasi straziante (per Mario Benedetti)

Andrea Zanzotto, Un blu lontano e quasi straziante (per Mario Benedetti)

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Esce oggi il nuovo numero di «Nuovi Argomenti». Dalla sezione 'Poesia', dedicata interamente a Mario Benedetti (1955-2020), pubblichiamo un brano inedito di Andrea Zanzotto. Si tratta, come scrive Andrea Cortellessa nella nota di presentazione, di una “recensione parlata” di Zanzotto alla raccolta Il cielo per sempre (pubblicata da Schema Poesia, con una presentazione di Marco Lodoli, alla fine del 1989), andata in onda sulla Radio Svizzera Italiana il 18 aprile 1990. La rendiamo disponibile per la cortesia di Giovanni Zanzotto, della Radio della Svizzera Italiana...
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Franca Mancinelli, Tutti gli occhi che ho aperto

Franca Mancinelli, Tutti gli occhi che ho aperto

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In anteprima dalla raccolta Tutti gli occhi che ho aperto di Franca Mancinelli (collana "Le Ali", Marcos y Marcos, 2020), sei poesie dalla sezione Alberi maestri.   fanno un rumore secco le cose che sono state vive. * quando tornerai a vedere, troverai ogni cosa sorretta dai rami. Non è accaduto niente. Siamo qui, su questa intelaiatura di foglie. A tratti un grido spalanca la gola. Perdiamo tepore. Allora si scuote, ci culla nel vento leggero. * ho visto gli occhi degli alberi nel folto...
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Dario Bellezza, Penso che dovrei avere un figlio…

Dario Bellezza, Penso che dovrei avere un figlio…

Poesia Poesia del Giorno
Penso che dovrei avere un figlio: che mi guardi dal letto sfatto e sorrida mentre ascolto una musica lontana celestiale, di sogno… La porta aperta sull’infinito, e un’infinita preghiera… Calme parole sussurrate nel vento aperto della notte oscura. Io ti guardo, figlio, dormiente sereno in un tripudio colorato, mimetico di rosse coperte, su un divano bianco un cappelletto blu in testa a coprire i capelli tagliati corti come un collegiale o un militare. Io solo, solissimo ti guardo, figlio, non avendo doni per te oggi...
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Sii giovane con me prima che un’altra corrente ci separi. Un tributo a Gabriele Galloni (1995-2020), poeta

Sii giovane con me prima che un’altra corrente ci separi. Un tributo a Gabriele Galloni (1995-2020), poeta

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di Giovanna Frene Ho impiegato tre giorni per rileggere l’opera completa di Gabriele Galloni, come ho impiegato tre giorni per trovare la forza di mettermi di fronte a questo poeta ragazzo e amico, morto improvvisamente, e scrivere qualche parola in ricordo, pervasa dallo sgomento per la sua perdita inaspettata e insieme accompagnata dalla luce ctonia della sua parola poetica, che nella mia mente andava continuamente a illuminare il suo corpo, tanto che a un certo punto la sua poesia e il suo corpo si andavano...
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Elisa Biagini, Filamenti

Elisa Biagini, Filamenti

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Cinque poesie dalla raccolta Filamenti di Elisa Biagini, uscita per Einaudi.   da Corrente alternata (dal diario di Mary Shelley) Mary Wollstonecraft muore dopo aver partorito Mary Shelley. Perché non ri-generare chi ti ha generato?   Un fulmine, una contrazione. Pioggia come pallottole ci tempesta da giorni, le punte degli alberi convergono qui troppi elettroni. La tua memoria fuma, ingolfa come nebbia ai vetri. - Al tavolo da ore: c’è come un vibrare di piatti all’altezza del polso, la manica è una tenda per il...
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Eugenio Montale, La storia

Eugenio Montale, La storia

Poesia Poesia del Giorno
I La storia non si snoda come una catena di anelli ininterrotta. In ogni caso molti anelli non tengono. La storia non contiene il prima e il dopo, nulla che in lei borbotti a lento fuoco. La storia non è prodotta da chi la pensa e neppure da chi l'ignora. La storia non si fa strada, si ostina, detesta il poco a poco, non procede né recede, si sposta di binario e la sua direzione non è nell'orario. La storia non giustifica e non deplora,...
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Bernardo Pacini, Fly mode

Bernardo Pacini, Fly mode

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Sei poesie per un'anteprima di Fly mode di Bernardo Pacini, appena uscito per la collana A27 di Amos edizioni.   Hovering Era […] la lezione della spaventosa, indicibile e inimmaginabile banalità del male. (H. Arendt) I Abissato in questo sogno meridiano immobile / nella tratta dei venti io vedo tutto. Come ora: una serqua di frisoni s’impenna tra le lapidi. Lussano crisantemi, snidano pomone i seni grandiosi drizzati coi mignoli. Animals as leaders, penso: i musi enormi che sniffano la cenere dei vivi. Scuotono il...
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Luciano Erba, Garches

Luciano Erba, Garches

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Quando si parla di case di settembre dolce è dir poco di un ritorno a Garches. Sei stato su e giù nei sette mari magari a Machu Picchu e chissà dove intanto il fogliame del giardino cresceva tra le piccole prugne si arrampicava l’uva americana sulla facciata con le imposte verdi l’autunno ti aspettava senza chiedere niente.     Nota: Garches, comune francese nel dipartimento dell’Hauts-de-Seine nella regione dell’Île-de-France.
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Prisca Agustoni, Luca Bresciani, Alberto Cellotto, Giorgia Esposito – Collana Gialla 2020

Prisca Agustoni, Luca Bresciani, Alberto Cellotto, Giorgia Esposito – Collana Gialla 2020

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In anteprima una selezione di poesie dai quattro libri usciti quest'anno per la Collana Gialla di pordenonelegge-Lietocolle: Prisca Agustoni, L'ora zero; Luca Bresciani, Linea di galleggiamento; Alberto Cellotto, La decenza comune; Giorgia Esposito, Smarginature.   Prisca Agustoni, da L’ora zero 1. Abitiamo all’insaputa la vita segreta delle cose: la solitudine è un luogo, una strada abbandonata dove l’ombra, gemella crudele ci lascia da soli sul marciapiede e aspettiamo, ......................immobili e spauriti come dei cani che la mano diventi carezza   2. La casa gialla ha...
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Márcia Theóphilo, Amazzonia verde d’acqua

Márcia Theóphilo, Amazzonia verde d’acqua

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Dalla raccolta di Márcia Theóphilo, Amazzonia verde d'acqua (Mondadori, 2020), pubblichiamo cinque poesie. AMAZZONIA Sono io, il rio che trova il mare. Rami, linfe mature, sono specchio dune di sabbia, verde sulle spiagge. In foglie di acaça, luna carnosa frutta spessa, musica di sapori fluido nervoso, lunare, il flusso. I suoni di Rio Araguaia e Xingu, laghi, pantani, isole alluvionate saltando, pulsa, vene della terra.   TUTTI I FIUMI DELLA TERRA I Portano i cesti con la manioca, le donne, sfiorando con i piedi le rive...
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Idea Vilariño, Dietro la maschera serena

Idea Vilariño, Dietro la maschera serena

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Idea Vilariño (Montevideo 1920 – 2009), poetessa, donna di lettere e militante politica uruguaiana. Nella decade degli anni ’50 inizia a definirsi la sua voce poetica, forte e austera, che ancora oggi è riconosciuta e ammirata. Nocturnos (1955), Poemas de amor (1957) e Pobre mundo (1966) sono le tre raccolte che, negli anni, hanno ricevuto maggior risonanza e che ancora oggi rappresentano il nucleo espressivo principale della poetessa. Ritmo e musicalità sono le sue prerogative espressive ed è per questo che musica alcune poesie e...
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Giorgio Orelli, Dal buffo buio

Giorgio Orelli, Dal buffo buio

Poesia Poesia del Giorno
  Dal buffo buio sotto una falda della mia giacca tu dici: «Io vedo l'acqua d'un fiume che si chiama Ticino lo riconosco dai sassi Vedo il sole che è un fuoco e se lo tocchi con senza guanti ti scotti Devo dire una cosa alla tua ascella una cosa pochissimo da ridere Che neve bizantina Sento un rumore un odore di strano c’è qualcosa che non funziona? forse l'ucchetto, non so ma forse mi confondo con prima Pensa: se io fossi una rana quest'anno...
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Alberto Fraccacreta, Il codice

Alberto Fraccacreta, Il codice

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Sei poesie da un libro inedito in uscita per Transeuropa. Bonconte da Montefeltro Arrivo forato nella gola, a piedi sanguinando il piano prima del cassero. Nei giri di ricognizione la terra con le sue cronache ritorna. Le sue chiavi di mandata. Ecco le Giostre del Toppo nella Val di Chiana. Il diorama della battaglia di Campaldino. Gli affreschi a San Gimignano. La foce del torrente Archiano. ...................................La sua voce. 2009     L’assedio 1. Umboni e carri foderati da grate. La stoà, una specie di...
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Nanni Baslestrini, da Frammenti del sasso appeso

Nanni Baslestrini, da Frammenti del sasso appeso

Poesia Poesia del Giorno
C1 ..................................................là seduto schivando ................Il filo a piombo dell’età schizofrenica (in fretta fino al collo l’impermeabile proseguendo impotente la folla crepitava adagio una dopo l’altra sui moli massacra e paziente onde lentamente) .....................................................qui in basso leggendo ................il suo trucco era un garbo del cuore
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Lev Rubinštejn, Lo schedario

Lev Rubinštejn, Lo schedario

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Lev Rubinštejn nasce nel 1947 a Mosca. Insieme a Dmitrij Aleksandrovič Prigov è esponente di spicco del Concettualismo poetico, esperienza del periodo tardo-sovietico orientata al recupero della linea sperimentale e avanguardista d’inizio secolo. Le opere di Rubinštejn circolano in forma clandestina e sono pubblicate ufficialmente in patria solo dal 1989. Dagli anni Novanta è impegnato come giornalista per il “Kommersant”, per le riviste “Itogi”, “Eženidel’nyj žurnal” e “Grani.ru”. Riceve il premio “Belyj” nel 1999 per la sezione “Critica e ricerca”. Le sue opere poetiche sono...
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Heinrich Heine, Io non so che voglia dire…

Heinrich Heine, Io non so che voglia dire…

Poesia Poesia del Giorno
Io non so che voglia dire che son triste, così triste. Un racconto d’altri tempi nella mia memoria insiste. Fresca è l’aria e l’ombra cala, scorre il Reno quietamente; sopra il monte raggia il sole declinando all’occidente. La bellissima fanciulla sta lassù, mostra il tesoro dei suoi splendidi gioielli, liscia i suoi capelli d’oro. Mentre il pettine maneggia, canta, e il canto ha una malia strana e forte che si effonde con la dolce melodia. Soffre e piange il barcaiolo, e non sa che mal...
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Simone Biundo, Favale di Màlvaro

Simone Biundo, Favale di Màlvaro

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Otto poesie inedite. Favale di Màlvaro c’è un albero di uomini che affonda le radici in cielo è come un baobab e contiene più di 120 mila litri d’acqua e sangue nel suo tronco è l’albero al contrario e chi lo cura è un verbo impersonale piove   * Prato Ciorliero la migrazione delle piante è tratto silenzioso, si spostano bendate sullo stretto controllo militare la traccia frontaliera, il reticolato urbano, l’eterna esposizione al sole, alla pioggia e all’erosione ma guai se attecchiscono sul tetto...
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Umberto Sana, Dico: “Son vile…”

Umberto Sana, Dico: “Son vile…”

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Dico: "Son vile...", e tu: "Se m'ami tanto sia benedetta la nostra viltà" "...ma di baciarti non mi sento stanco". "E chi si stanca di felicità?" Ti dico: "Lina, col nostro passato. amarci... adesso... quali oblii domanda!". Tu mi rispondi: "Al cuor non si comanda; e quel ch'è stato è stato". Dico: "Chi sa se saprò perdonarmi: se più mai ti vedrò quella di prima?". Dici: "In alto mi vuoi nella tua stima? Questo tu devi: amarmi".
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Thierry Metz, Tel que c’est écrit

Thierry Metz, Tel que c’est écrit

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Poesie da Tel que c’est écrit (L’Arrière-Pays, 2012) nella traduzione inedita di Mia Lecomte. La tavola è pronta nudo il piatto che un’ala luminosa di blu sorvola nessuno dice niente è l’alba e il pane sulla tovaglia   * Il giorno sul muro la mangiatoia da vuotare di sé della propria preghiera terra non è che una parola là in fondo lontano un’infanzia io devo cercare nell’alto nel focolare disperso di un’ala   * Dove e perché stabilirsi quando vedi l’usignolo così poco esigente seguirmi...
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