Seamus Heaney, Lavoro sul campo

Seamus Heaney, Lavoro sul campo

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Tre traduzioni di Leonardo Guzzo e Marco Sonzogni da Seamus Heaney, Lavoro sul campo, Milano, Biblion Edizioni, 2020 (Field Work, 1979).   La riva di Lough Beg   IN MEMORIA DI COLUM MCCARTNEY Questa isoletta intorno ad imo ad imo, là giù colà dove la batte l’onda, porta de’ giunchi sovra ’l molle limo. Dante, Purgatorio I 100–102   Spalle al bagliore bianco delle stazioni di servizio e pochi lampioni solitari tra i campi scalavi le colline verso Newtownhamilton oltre la Fews Forest, per sbucare poi sotto le stelle — lungo la via, alto e spoglio sentiero di pellegrini dove...
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NON RIENTRARE NEL MONDO. L’ISTANTE INFINITO NELLE «POESIE» DI SANDRO PENNA

NON RIENTRARE NEL MONDO. L’ISTANTE INFINITO NELLE «POESIE» DI SANDRO PENNA

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  di Stefano Bottero Il 23 Giugno del 1939 l’editore Parenti pubblica Poesie, prima raccolta poetica di Sandro Penna[1]. Elio Pecora ricorda che il poeta, intento in quei giorni nel viaggio di cui racconterà nella “lunga prosa” Viaggio in Ciociaria, non fa alcuna menzione nel suo diario della pubblicazione del volume[2]. L’esclusione è significativa: la poetica di Penna in Poesie, articolata intorno a una serie ristretta di nuclei tematici e figurativi ricorrenti, si definisce in una particolare estraneità del sé dalla vita comune e dalle...
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Paolo Volponi, Poesie giovanili

Paolo Volponi, Poesie giovanili

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Dell’edizione delle Poesie giovanili di Paolo Volponi (filologicamente curata e annotata dal sottoscritto e da Sara Serenelli, Einaudi, Torino, 2020) presentiamo cinque poesie che possono darci un’idea significativa, anche se parziale, del laboratorio poetico dello scrittore urbinate, tra i venti e trent’anni, a ridosso della raccolta d’esordio, Il ramarro (1948), fino alla pubblicazione de L’antica moneta (1955). Stando a queste prime acquisizioni (cui altre si potranno aggiungere nei prossimi anni), si può senz’altro dire che il giovane Volponi si muove da subito in una direzione...
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Francesco Brancati, L’assedio della gioia

Francesco Brancati, L’assedio della gioia

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Quattro poesie inedite.   Da una finestra Allora, distingui: i rami dell’albero non sono dell’uomo. Sono prigioni come le pietre per i giorni a venire, gli incidenti sugli schermi. Il tetto del palazzo che in altezza sopravanza dietro il fondo dell’immagine invece è dell’uomo. È stato un rifugio, polvere (Hans Reiter?) o uno spazio in affitto. La luce non trattiene non può essere dell’uomo. È un inganno trasferito sulle mani dei borghesi. Il grido del bambino ehi papà ehi papà, i suoni che suo padre...
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Andrea Zanzotto, Lo spazio e il tempo della speranza (e della poesia)

Andrea Zanzotto, Lo spazio e il tempo della speranza (e della poesia)

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Il testamento di un poeta a cura di Dario Borso Un’occhiata alla carta geografica, e il lettore vedrà subito che l’Alto Vicentino e l’Alto Trevigiano mostrano affiancati tre monti sacri della Prima guerra mondiale, ossia da ovest a est: il Pasubio, il Grappa e il Montello. Con poco sforzo il medesimo lettore individuerà sotto il primo monte Malo, sotto il secondo Bassano, sotto il terzo Pieve di Soligo. Bene, chi dice Malo (se non altro per il famoso Libera nos a Malo) dice Luigi Meneghello,...
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Giulio Mozzi e Laura Pugno, Oracolo manuale per poete e poeti

Giulio Mozzi e Laura Pugno, Oracolo manuale per poete e poeti

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Un'anticipazione da Oracolo manuale per poete e poeti di Giulio Mozzi e Laura Pugno, che esce oggi per Sonzogno.   Rovescia la tua poesia. Scambia l’inizio con la fine, e la fine con l’inizio. Sei stato quarantaquattro minuti dallo psicanalista. Sta per arrivare il quarantacinquesimo minuto: dopodiché, grazie, arrivederci, ci vediamo mercoledì prossimo. E ti accorgi – succede sempre così, succede sempre ma ogni volta te ne accorgi solo al quarantaquattresimo minuto – che fino a quel momento hai menato il can per l’aia. Dunque:...
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Philip Larkin, Continuare a vivere

Philip Larkin, Continuare a vivere

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Continuare a vivere – cioè ripetere un’abitudine che serve a procacciarsi il necessario – vuol dire quasi sempre perdere, o far senza. Dipende. Questa perdita d’interesse, capelli, e iniziativa ah, se il gioco fosse poker, sì, uno potrebbe scartarli, e fare full! Invece è scacchi. E una volta che hai percorso la lunghezza della tua mente, ciò su cui hai il controllo è chiaro come una bolla di carico: nient’altro, per te, devi pensare che esista. E qual è il vantaggio? Soltanto che, col tempo,...
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Arnaldo Colasanti, Notte purpurea. La poesia di Giancarlo Pontiggia

Arnaldo Colasanti, Notte purpurea. La poesia di Giancarlo Pontiggia

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  Pubblichiamo un estratto da Notte purpurea. La poesia di Giancarlo Pontiggia, di Arnaldo Colasanti, volume da poco uscito per Amos Edizioni.   Uno. Sorprende la notte: è un sospiro o forse un silenzioso, antichissimo singhiozzo. Ungarettiano come non mai, l’endecasillabo si eleva e subito si sfa per quella doppia lunga pausa (una virgola, il verbo vocativo), così che l’enjambement, da taglio, da presa di posizione, diventa subito una carezza, è il ciuffo di lunghi capelli fra le dita. Dobbiamo leggere coll’immaginazione, custodi della tradizione...
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La néva

La néva

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Una scelta di poesie da Tolmino Baldassari, La néva (1980), a cui segue un saggio critico di Franca Mancinelli. Il libro è stato riedito da Raffaelli Editore nel 2016 e il saggio è la prefazione a questa riedizione. I abbiamo camminato nelle strade piene di polvere ci ha fatto ombre un noce il vento freddo che ci ha trovato da giovani la luce che è passata per il canneto l’aprile non c’è mai stato abbiamo perduto il passo degli amici della giostra grande ferma sul...
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Giuliano Mesa, da “Tiresia”

Giuliano Mesa, da “Tiresia”

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da Tiresia V. necromanzia. Οι αταφοι, Massengräber dov’è sommersa dalla neve, le coltri, là, dove la terra è bruna, tersa, senza solchi, sulla soglia, prova a chiamare là, chiamare, sentendo soltanto la tua voce, che chiama, sotto le coltri, sotto la neve luccicante, sotto la terra nera, chiama fino a sfinirti, a gemere. non torneranno più, se non in sogno, insonni, se non laggiù, la loro requie, dove? le ombre vagheranno, qui, miriadi, ancora a brulicare, loro, cercando il loro nome. e porti il latte,...
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Petr Hruška, Da nessuna parte si dice

Petr Hruška, Da nessuna parte si dice

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  Petr Hruška, nato nel 1964 a Ostrava dove vive tutt’ora, poeta e critico letterario ceco di notevole rilievo, è autore di 8 raccolte poetiche. Fra queste Obývací nepokoje (SoggiorNO, Ostrava 1995); Zelený svetr (Il maglione verde, Brno 2004), nella quale sono riunite le prime tre raccolte; Auta vjíždějí do lodí (Brno 2007), tradotta in italiano (Le macchine entrano nelle navi, a cura di Jan Štolba, Jiří Špička e Paolo Maccari, Valigie rosse, Roma 2014); Darmata (Brno 2012), che ha vinto il Premio di Stato...
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PETER ROBINSON, L’ATTACCAPANI E ALTRE POESIE

PETER ROBINSON, L’ATTACCAPANI E ALTRE POESIE

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Versioni italiane di una scelta di poesie di Peter Robinson con Ornella Trevisan. ARIA DI PARMA Over shuttered frontages and nearly empty streets, the moon Rises into Parma’s sky. Night of earliest October—unusually warm, Evidently tremulous with fugitive temptations— Lets friends talk and stray under cavernous church baroque Left unrestored, almost in ruins— At the tangled very end of confused, confusing youth. Trolley-bus cables divide that deep blue, all but black— Redouble the street-lamps’ glare. Even though the torrent’s dry and should be, Virtually every...
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Videopoesia /5 – Italo Testa

Videopoesia /5 – Italo Testa

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Rilanciamo l'iniziativa sulla videopoesia con una nuova video-lettura: Italo Testa legge da L’indifferenza naturale, Marcos y Marcos, 2018. Le poesie che potete ascoltare sono Il cuore pesato, Ailanti # 1, Ailanti # 3, Campi d’acqua, Bianca, Una lucertola è solo una lucertola. Il video è a cura di Fabrizio Buratto e potete seguirlo qui Foto di Dino Ignani.  
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Nina Cassian, Sereno

Nina Cassian, Sereno

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Sarà un tempo sereno, un tempo da inni. Con un sol gesto l’aria fenderò, pronuncerò solo parole immacolate. Dirò “cielo”, “fonte”, dirò “sole” e “lacrima” e “musica”, “immunità”. Sarà il tempo in cui il mio ricordo non sarà sfiorato da eco di massacri ma da aliti soavi di poesia ché a volte anche il sangue alita. Di tutto quel che un tempo era promiscuo conservo solo il sacro e mossa al perdono loderò i contrasti perdonanti. Dirò “cielo” e “sole” ma anche “musica” e sarà...
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Nicola Gardini, Il tempo e lo sguardo. Su ‘La camera da letto’ di Attilio Bertolucci

Nicola Gardini, Il tempo e lo sguardo. Su ‘La camera da letto’ di Attilio Bertolucci

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Da poco uscita per Garzanti una nuova edizione de' La camera da letto di Attilio Bertolucci, a cura di Nicola Gardini, di cui pubblichiamo alcuni estratti della prefazione. Il tempo e lo sguardo di Nicola Gardini Per il giovanissimo Bertolucci una poesia è momento breve, occasionale, ma non cronachistico, e neppure troppo decisamente soggettivo o riportabile a un hic et nunc certo. «Estasi», appunto: superamento di sé (l’io c’è, ma non si pronuncia) e del contingente; e trasfigurazione del visibile in archetipo. Il poeta ci...
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Vittorio Sereni, Autostrada della Cisa

Vittorio Sereni, Autostrada della Cisa

Poesia Poesia del Giorno
Tempo dieci anni, nemmeno prima che rimuoia in me mio padre (con malagrazia fu calato giù e un banco di nebbia ci divise per sempre). Oggi a un chilometro dal passo una capelluta scarmigliata erinni agita un cencio dal ciglio di un dirupo, spegne un giorno già spento, e addio. Sappi – disse ieri lasciandomi qualcuno – sappilo che non finisce qui, di momento in momento credici a quell’altra vita, di costa in costa aspettala e verrà come di là dal valico un ritorno d’estate....
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Molto tardi nella notte: dieci poesie di Ghiannis Ritsos

Molto tardi nella notte: dieci poesie di Ghiannis Ritsos

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Da Molto tardi nella notte, traduzione italiana di Nicola Crocetti, Crocetti, 2020.  Selezione a cura di Dario Bertini.   Insuccesso Vecchi giornali gettati in cortile. Sempre le stesse cose. Malversazioni, delitti, guerre. Che cosa leggere? Cade la sera rugginosa. Luci gialle. E quelli che un tempo avevano creduto nell'eterno sono invecchiati. Dalla stanza vicina giunge il vapore del silenzio. Le lumache salgono sul muro. Scarafaggi zampettano nelle scatole quadrate di latta dei biscotti. Si ode il rombo del vuoto. E una grossa mano deforme tappa...
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Dario Borso, Le linee della vita: Anna Achmatova e Sasha Dugdale

Dario Borso, Le linee della vita: Anna Achmatova e Sasha Dugdale

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In Incontri con Anna Achmatova 1938-1941 (tr. it. di Giovanna Moracci, Adelphi, Milano 1990), Lidija Čukovskaja ha raccolto nel 1976 le sue conversazioni con la poetessa russa, che in quel periodo si recava quotidianamente alle Croci, il carcere di Leningrado, per avere notizie del figlio Lev, su cui pendeva una condanna a morte commutata poi in deportazione a vita. Anna passava spesso da Lidija, che aveva un problema analogo col marito, e a volte, temendo giustamente le cimici della polizia politica, succedeva questo: D’un tratto...
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Riccardo Innocenti, Con tutto quel desiderio

Riccardo Innocenti, Con tutto quel desiderio

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Sei poesie inedite.   In sogno Durante la notte il capoufficio ha preso a pugni suo padre, mentre i colleghi guardavano nessuno è intervenuto. Ora si osserva nello specchio ripetere gesti che ha visto nei film, l’acqua scorre nel lavabo Drake nello stereo. Sarà un professionista si muoverà come un killer, sfonderà la porta e li stanerà come bestie. In metropolitana ripensa a un viaggio in BlaBlaCar al tenente dei parà che lo fissa dallo specchietto retrovisore e dice “Devi essere un guerriero per paracadutarti...
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Giuseppe Ungaretti, Visioni di William Blake

Giuseppe Ungaretti, Visioni di William Blake

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Da poco uscito per "Lo Specchio" Mondadori Visioni di William Blake di Giuseppe Ungaretti. In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa del poeta, pubblichiamo alcune traduzioni. La tigre Tigre! Tigre! Divampante fulgore Nelle foreste della notte, Quale fu l’immortale mano o l’occhio Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria? In quali abissi o in quali cieli Accese il fuoco dei tuoi occhi? Sopra quali ali osa slanciarsi? E quale mano afferra il fuoco? Quali spalle, quale arte Poté torcerti i tendini del cuore?...
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Giuseppe Ungaretti, Mio fiume anche tu

Giuseppe Ungaretti, Mio fiume anche tu

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In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Giuseppe Ungaretti, pubblichiamo un commento di Alberto Fraccacreta alla poesia Mio fiume anche tu.   Giuseppe Ungaretti, Mio fiume anche tu 1 Mio fiume anche tu, Tevere fatale, Ora che notte già turbata scorre; Ora che persistente E come a stento erotto dalla pietra Un gemito d’agnelli si propaga Smarrito per le strade esterrefatte; Che di male l’attesa senza requie, Il peggiore dei mali, Che l’attesa di male imprevedibile Intralcia animo e passi; Che singhiozzi infiniti, a...
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