Il poema che da sé deduce un mondo

da | Mar 21, 2021

Ogni poesia, anche la più breve,
può trasformarsi in un poema che da sé deduce un mondo,
sembra che potrebbe persino esplodere,
perché ovunque si nascondono smisurate
riserve di meraviglia e ferocia e pazienti
attendono il nostro sguardo, che le può liberare
e sviluppare, come si sviluppa un fiocco di strada d’estate –
solo non sappiamo cosa prevarrà, e se il nostro ingegno
reggerà il passo di una così ricca realtà;
e quindi, per questo, ogni poesia deve parlare
della totalità del mondo; purtroppo non siamo
abbastanza attenti, le nostre bocche sono
strette e centellinano le immagini, come
l’avaro di Molière.

(da “Guarire dal silenzio”, a cura di Marco Bruno, Mondadori, 2020)


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