Estate
Io risorgerei e dentro un sogno avanzerei –
Non molto lontano, non molto lontano – e allora
Nuovamente giacerei in mezzo al prato soleggiato,
E cadrei addormentato fino a notte-fatta o fino alla prossima alba.
Dentro un sonnambulismo auto-sufficiente camminerei;
Cercherei una nuova consolazione e sarebbe difficile accontentarmi –
Lontano in un campo vicino un’oasi alberata,
Durante tutta l’estate in mezzo all’erba e alla felce.
I boschi dovrebbero essere dappertutto,
E il prato silente, e i pascoli immensi,
Altrimenti non potrei godere un così prolungato riposo!
Io non potrei dormire se i carri fossero fuori!
(traduzione di Massimo Ridolfi)
La parola che ti devo
Cinque poesie, scelte da Riccardo Deiana, da "La parola che ti devo" di Beppe Mariano (Di Felice Edizioni, 2025). LA PAROLA CHE TI DEVO Il calendario defoglia elettronicamente.Superfluo è il mio intervento.La giornata è definita da impulsi memorizzati. Non è possibile scopriretra le tante la stella nuované la parola verache brilla nel cicaleccio. Vi sarà pure quella insorgente,ferma come un monte.La parola che ti devo. * INVANO Un poco mi salva immaginareche tu qualche voltapossa passare...
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