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RICERCA AVANZATA

15 Risultati

POESIA
Proda di Versilia Eugenio Montale
I miei morti che prego perché preghino per me, per i miei vivi com’io invoco per essi non resurrezione ma il compiersi di quella vita ch’ebbero inesplicata e inesplicabile, oggi più di rado discendono dagli orizzonti aperti quando una mischia d’acque e cielo schiude finestre ai raggi della sera, - sempre più raro, astore
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Proda di Versilia
POESIA
Dopo una fuga VI Eugenio Montale
Quando si giunse al borgo del massacro nazista, Sant'Anna, su cui gravitata un picco abrupto, ti vidi arrampicarti come un capriolo fino alla cima accanto a un'esile polacca e al ratto d'acqua, tua guida, il più stambecco di tutti. Io fermo per cinque ore sulla piazza enumerando i morti sulla stele, mettendomici dentro ad honorem
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Dopo una fuga VI
POESIA
Quando tu sarai vecchia William Butler Yeats Eugenio Montale
Quando tu sarai vecchia, tentennante tra fuoco e veglia prendi questo libro, leggilo senza fretta e sogna la dolcezza dei tuoi occhi d'un tempo e le loro ombre. Quanti hanno amato la tua dolce grazia di allora e la bellezza di un vero o falso amore. Ma uno solo ha amato l'anima tua pellegrina e la tortura del tuo trascolorante
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Quando tu sarai vecchia
POESIA
Voce giunta con le folaghe Eugenio Montale
Poiché la via percorsa, se mi volgo, è più lunga del sentiero da capre che mi porta dove ci scioglieremo come cera, ed i giunchi fioriti non leniscono il cuore ma le vermene, il sangue dei cimiteri, eccoti fuor dal buio che ti teneva, padre, erto ai barbagli, senza scialle e berretto, al sordo fremito che annunciava nell'alba chiatte
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Voce giunta con le folaghe
POESIA
Dicono che la mia sia una poesia d’inappartenenza… Eugenio Montale
Dicono che la mia sia una poesia d'inappartenenza. Ma s'era tua era di qualcuno: di te che non sei più forma, ma essenza. Dicono che la poesia al suo culmine magnifica il Tutto in fuga, negano che la testuggine sia più veloce del fulmine. Tu sola sapevi che il moto non è diverso dalla stasi, che il vuoto è il pieno e il sereno è la
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Dicono che la mia sia una poesia d’inappartenenza…
POESIA
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale… Eugenio Montale
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale siccome i ciottoli che tu volvi, mangiati dalla salsedine; scheggia fuori del tempo, testimone di una volontà fredda che non passa. Altro fui: uomo intento che riguarda in sé, in altrui, il bollore della vita fugace – uomo che tarda all'atto, che nessuno, poi, distrugge. Volli cercare il
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Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale…
POESIA
Gli uomini che si voltano Eugenio Montale
Probabilmente non sei più chi sei stata ed è giusto che così sia. Ha raschiato a dovere la carta a vetro e su noi ogni linea si assottiglia. Pure qualcosa fu scritto sui fogli della nostra vita. Metterli controluce è ingigantire quel segno, formare un geroglifico più grande del diadema che ti abbagliava. Non apparirai più dal
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Gli uomini che si voltano
POESIA
Al primo chiaro, quando… Eugenio Montale
Al primo chiaro, quando subitaneo un rumore di ferrovia mi parla di chiusi uomini in corsa nel traforo del sasso illuminato a tagli da cieli ed acqua misti; al primo buio, quando il bulino che tarla la scrivania rafforza il suo fervore e il passo del guardiano s'accosta: al chiaro e al buio, soste ancora umane se tu a intrecciarle
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ARTICOLO
21/06/2015
Quaderno di quattro anni Eugenio Montale
È da poco uscito negli Oscar Mondadori il Quaderno di quattro anni di Eugenio Montale (edizione commentata), a cura di Alberto Bertoni e Guido Mattia Gallerani, con uno scritto di Cesare Garboli e un saggio di Giorgio Orelli (Mondadori, 2015). Proponiamo alcuni passi dall'Introduzione di Alberto Bertoni e dal commento di Guido Mattia Gallerani
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Quaderno di quattro anni
POESIA
Ho sceso, dandoti il braccio… Eugenio Montale
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale
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Ho sceso, dandoti il braccio…