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POESIA
Non ci sono parole per descriverlo Mark Strand
Come divampavano quegli incendi che non esistono più, come peggiorava il clima, come svaniva l'ombra del gabbiano senza lasciare traccia. Era la fine di una stagione, la fine di una vita? È stato talmente tanto tempo fa che pare non sia mai esistito? Cos'è in noi che vive nel passato e ha nostalgia del futuro, o vive nel futuro e ha nostalgia
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Non ci sono parole per descriverlo
POESIA
Sogno di viaggio Mark Strand
Scende dalla montagna il cavallo color crema, attraversa prati bigi ed entra in casa leggero e si ferma, simile a una nuvola e silenzioso, nel soggiorno luminoso. E adesso, senza alcuna avvisaglia, il braccio grigio del vento se lo porta via. “Ho amato quel cavallo” pensò il poeta. “Avrei potuto amare qualsiasi cosa, ma ho amato quel
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Sogno di viaggio
POESIA
Quando ho compiuto cent’anni Mark Strand
Volevo partire per un immenso viaggio, viaggiando giorno e notte entro l’ignoto finché, dimenticando il mio antico sé, non fossi entrato in possesso di un sé nuovo, uno che magari mi era sfuggito in uno dei miei viaggi precedenti. Ma fare il primo passo era al di là delle mie forze. Me ne stavo sdraiato a letto, incapace di muovermi,
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Quando ho compiuto cent’anni
ARTICOLO
13/11/2015
Il corpo e l’orto Marco Amendolara
A cura di Mario Fresa. *** Quando non hai corpo ti conosci meglio, scorre e dice l’acqua mentre si specchia in te; quando non sei corpo susciti ogni meraviglia e, meravigliato, sei sbigottito della conquista. La natura ti annulla, è niente, e tu sei natura. * Un’orrenda pioggia di isotopi Colpisce violenta i giardini e gli
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Il corpo e l’orto
ARTICOLO
27/05/2014
Quasi invisibile Mark Strand
[Mark Strand è tra i vertici riconosciuti della poesia mondiale. Pubblichiamo sette poemetti in prosa, nella traduzione di Damiano Abeni, dalla raccolta Quasi invisibile, appena uscita per Mondadori] Nasconditi la faccia tra le mani Poiché abbiamo attraversato il fiume e il vento offre soltanto un torpido sdipanarsi di freddo cui ci siamo
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Quasi invisibile
SAGGIO
Gite d’autore / 5 – Cacio e pepe. Peripezie di un milanese a Roma Valentino Ronchi
La sola idea di un viaggio a Roma mi riempiva di spavento. Non lo dico io però. Lo dice la Ortese, seguendo un suo pensiero, uno dei suoi, terribilmente contorti, terribilmente lucidi, in uno scritto minore poco conosciuto. A me non riempiva di spavento il viaggio a Roma, al limite ne ero un po’ intimorito, ma ci volevo andare. Tanto più che
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Gite d’autore / 5 – Cacio e pepe. Peripezie di un milanese a Roma
ARTICOLO
06/06/2013
Ricordi dal «mondo meraviglioso». Per una rilettura dell’”Ernesto” di Saba Antonio Zollino
Roma, 1953. Un grande poeta italiano, quasi alla fine dei suoi giorni, decide di scrivere un romanzo, il suo unico romanzo. Il filo della memoria si sgomitola fino ad arrivare al bandolo di Trieste, 1898: ovvero a un adolescente e alla sua particolare, scandalosa iniziazione erotica, vissuta però con la prodigiosa innocenza che di solito
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Ricordi dal «mondo meraviglioso». Per una rilettura dell’”Ernesto” di Saba