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RICERCA AVANZATA

17 Risultati

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Viaggio in Magna Grecia / 3 Matteo Nucci
I cantori omerici non descrissero mai la morte di Achille. Capaci di tecniche compositive che fanno ancora invidia, illustrarono il destino di breve vita del grande eroe all’inizio dell’Iliade, e per tutto il poema noi sappiamo che Achille deve morire ma intanto lo vediamo correre, gridare, guerreggiare, fradicio di irrefrenabile vitalità.
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Viaggio in Magna Grecia / 3
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Viaggio in Magna Grecia / 2 Matteo Nucci
Non c'è nulla di antico a Riace. Ma il lembo di sabbia sul mare di lá della statale 106 ha una vitalità unica da queste parti e c'è qualcosa di antico che la spiega. I famosi bronzi che avrebbero potuto cambiare la storia di questo piccolo centro calabrese sono lontani da quarant'anni ormai, da quando un sub romano li trovò poche centinaia di
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Viaggio in Magna Grecia / 2
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Viaggio in Magna Grecia / 1 Matteo Nucci
Raccontano i miti che tutto ebbe inizio con una fuga d’amore. La bella Aretusa che corre, gioca e caccia fra i boschi del Peloponneso, sprezzante del fascino che esercita sugli uomini. Il fiume che la ragazza vede in un pomeriggio torrido mentre la cappa di afa sembra soffocare anche il muggito incessante delle cicale. Il fiume chiaro e
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Viaggio in Magna Grecia / 1
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No te vayas: il padrone della nostra casa Matteo Nucci
E finalmente si torna alla vita. Finalmente. Anche in questo caso, il significato del termine spagnolo sfugge nella sua doppiezza. Ha poco a che fare con l'univoca sollevazione che si genera in chi pronuncia la parola italiana. Finalmente in questo caso significa di più. O di meno. Racconta più che altro ciò che arriva alla fine. E solo in un
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No te vayas: il padrone della nostra casa
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Toreria: il Minotauro che abbiamo in noi Matteo Nucci
E finalmente suona la musica. Una musica che chiede il trionfo e il raccoglimento mentre le luci artificiali cambiano la dimensione delle cose. Il cielo è ancora azzurro. Sono quasi le nove e le lampade ingialliscono la terra di albero, schiariscono il manto di Datilero, fanno brillare i lustrini sul vestito di Manuel Escribano. Lui sembra preso
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Toreria: il Minotauro che abbiamo in noi
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Tancredismo: una categoria dello spirito Matteo Nucci
E finalmente appare don Tancredo. Mi pare un sogno, il frutto della mia immaginazione. Forse si trova qui, tra la folla che sembra non vederlo, soltanto perché io l'ho creato. Una specie di ologramma, al limite, e invece è realtà. Proprio qui, ora, sabato pomeriggio, penultimo giorno dell'infinita festa sivigliana. Calle Asunciòn, a metà fra
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Tancredismo: una categoria dello spirito
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Kairòs: la grazia della leggerezza Matteo Nucci
Tutto sta nella leggerezza. Leggera appare la cappa di Morante quando fruscia nell'arena davanti al toro. Leggero appare il vestito da flamenca quando le donne sivigliane volteggiano e le estremità del tessuto che pare aria volano, saettano, si arrotolano in un'ulteriore danza. Leggero appare il paso della Vergine quando s'inchina, ondeggia,
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Kairòs: la grazia della leggerezza
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Effimero Matteo Nucci
Verso le otto e mezza di sera, al Bar Buenaventura dell'Alfalfa, scende un uomo che tutti devono conoscere bene. Lo salutano in fretta, senza cerimonie, per quante cerimonie possano concederti mai i veri camerieri di Spagna. Ma lui - enorme, stazza micidiale, rubizzo, ben vestito - lo salutano davvero quasi con sgarbo, come se fosse un gioco ormai
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Effimero
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Silenzio in città Matteo Nucci
Poi mi viene in aiuto Roma. Una Roma quasi seppellita. Inaspettata come questa domenica sivigliana in cui il sole alle tre del pomeriggio brucia a trentasei gradi, l'asfalto è rovente, le serrande abbassate. E soprattutto le strade sono deserte, gloria del vuoto di una città sostituita: chi cammina lo fa lungo il perimetro dell'ombra e dai
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Silenzio in città
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Misteri dei giorni più difficili: la Preferia Matteo Nucci
Il movimento è veloce, e quasi impossibile è seguire dettagliatamente come girino le dita della mano. Se fate attenzione, però, è un movimento pieno di senso. Così almeno mi è parso, dopo giorni interi a ripetere il movimento sulla mia mano e studiarlo. Ho iniziato con gran lentezza, adesso già vado più veloce. Guardo come le dita si
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Misteri dei giorni più difficili: la Preferia